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Il Corso di Craniosacrale

I Corsi sono indirizzati a:
⇒ coloro che intendono intraprendere e/o ampliare una Libera Professione;
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CRANIOSACRALE (50 ore didattiche full immersion)


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Introduzione alla terapia Craniosacrale

Come molti approcci terapeutici innovativi, la Terapia Cranio Sacrale nasce da una "casuale" osservazione.

Un giorno, negli ormai lontani anni 50, un giovane osteopata statunitense, William Gardner Sutherland osservando un teschio si chiese se le suture che si potevano rilevare sulla superficie dell'intero cranio fossero saldate oppure no, se queste suture rivestissero una importanza anatomica - fisiologica oppure fossero una fantasia grafica di chi all'origine ideò questa macchina perfetta che poi divenne l'uomo.

Sutherland, a differenza di molti suoi contemporanei, e io aggiungerei anche nostri contemporanei, era convinto che la Natura non fa nulla al caso e quindi cominciò a cercare il modo per poter capire meglio il motivo della presenza di queste suture.

Decise di sperimentare su di sé cosa poteva accadere se qualcosa comprimesse un solo osso della struttura cranica. Per poter realizzare questo suo tentativo prese un casco da foot-ball e aggiunse una imbottitura in corrispondenza di un determinato osso della volta cranica, di modo che una volta indossato comprimesse una superficie relativamente ridotta. La compressione di un determinato punto provocò, trascorso un certo periodo di tempo, l'insorgenza di malesseri sia fisici che psichici, che si risolvevano nel momento in cui lui toglieva il casco. Sutherland fece vari tentativi di compressione circoscritta grazie a questo casco: di volta in volta cambiava la localizzazione "dell'imbottitura" e di volta in volta prendeva nota dei cambiamenti che avvenivano sia a livello del suo fisico che  emotivo. Con il tempo e la pazienza riuscì a creare una sorta di mappa: descrisse per ogni osso compresso, per esempio il parietale piuttosto che il frontale o l'occipite, i sintomi, i malesseri, i disagi che comparivano a seguito di quella determinata compressione. Una cosa senz'altro lo stupì: una volta sospesa la compressione indotta artificialmente d'incanto i disturbi che si palesavano a seguito della compressione stessa scomparivano. Ancora Sutherland  non ne era consapevole ma queste osservazioni lo mettevano sulla strada per gettare le base della Terapia  Cranio-Sacrale.

 

Inutile dire che questa prima serie di esperimenti invece di dare delle risposte non fecero che porre altri quesiti.

Uno tra questi era: le diverse suture sono calcificate come fino allora si presumeva? Il fatto che una compressione forzata producesse un' effetto negativo faceva presumere di no.

In questo caso l'esame istologico delle suture diede una risposta chiara a Sutherland. Infatti mentre la struttura tissutale del cranio è formata da osteociti ossia cellule la cui struttura è specializzata per formare tessuto osseo, quella delle suture è formata da condrociti , ossia

cellule la cui struttura è specializzata per formare tessuto cartilagineo. In un corpo sano dove possiamo osservare la presenza di tessuto cartilagineo? Nelle articolazioni. Quale è il compito di una articolazione? Quella di consentire, appunto, l'articolazione di due superfici, due segmenti diversi. Quindi le suture non sono altro che dei piani di articolazione tra le diverse ossa del cranio.

E siamo giunti ad una prima svolta: se siamo davanti ad una struttura che è in grado di articolarsi, vuol dire che ci devono essere delle "forze" che imprimono un particolare movimento per cui è necessaria la presenza di una articolazione!

Oltre ad avere individuato la presenza di condrociti a livello delle suture furono  identificate la presenza di fibre collagene ed elastiche nonché plessi nervosi e vascolari all'interno delle suture stesse: tutto questo potrò a supporre la presenza di un riflesso di stiramento nelle suture. Ma questo "stiramento" da cosa viene generato?

 

La ricerca di Sutherland va dall'esterno all'interno: è iniziato con la struttura ossea, con la mobilità articolare del cranio. A questo punto inizia il collegamento tra ossa craniali, la motilità del sistema nervoso e, alla fine, la potenza trasmessa dai fluidi.